Approfondimenti: l'impotenza
Il termine impotenza sta ad indicare un deficit erettivo che rende l’uomo incapace a raggiungere e a mantenere una erezione valida ai fini di un rapporto sessuale ottimale fra i due partners.
Tale disfunzione può manifestarsi durante qualsiasi momento della vita sessuale maschile e le statistiche dicono che circa il 16 % della popolazione maschile mondiale ha un problema di impotenza. Tale percentuale sale fino all’80% se si tratta di pazienti affetti da diabete o da patologie cardio- vascolari.
INCONTRO CON L’ANDROLOGO
Il paziente che si rivolge al medico deve dettagliatamente raccontare la sua problematica onde poter raccogliere una prima anamnesi , cioè la storia clinica del singolo individuo , per capire al meglio le cause della disfunzione. Per un ulteriore inquadramento diagnostico, al paziente con deficit erettivo, verrà richiesto quali siano le sue relazioni affettive sessuali e le componenti emotive con le quali sta affrontando la situazione attuale. Tutto ciò ci permette di identificare i tre momenti patogenetici importanti per la disfunzione erettile:
-organico
-intrapsichico
-relazionale
Successivamente ,sempre nel corso della prima visita, il medico passerà all’esame fisico valutando lo stato dei testicoli e del pene per la ricerca di eventuali placche di fibrosi segno inequivocabile di INDURATIO PENIS PLASTICA. Se c’è il sospetto di una disfunzione ormonale si osservano la dimensione dei testicoli, la distribuzione dei peli ed una eventuale alterazione delle mammelle(ginecomastia).Inoltre se il paziente lamenta anche problemi urologici l’esame sarà completato anche con una esplorazione rettale per valutare una eventuale ipertrofia prostatica.
COME AVVIENE L’EREZIONE?
Il pene è costituito da due corpi cavernosi e da un corpo spugnoso uretrale ubicato tra di essi. I corpi cavernosi sono avvolti da una membrana inestensibile detta albuginea che ha il compito fondamentale per il raggiungimento della rigidità peniena. Si ha EREZIONE quando le arterie del pene veicolano un elevato afflusso di sangue ai corpi cavernosi. Il sangue rimane così imprigionato all’interno di questi, gonfiando il pene , mentre l’albuginea grazie alla sua in estendibilità lo rende rigido. Al momento dell’erezione le valvole venose dovranno restare ben chiuse per garantire un pene rigido ed eretto per tutto il rapporto sessuale.
In seguito , raggiunto l’orgasmo, il rilasciamento delle valvole venose causerà il deflusso del sangue dai corpi cavernosi portando il pene in una fase di detumescenza ed in fine allo stato di flaccidità iniziale.
Va sottolineato che alla base del meccanismo dell’erezione c’è una stretta sinergia tra il sistema nervoso centrale e quello vascolare.
CAUSE DEL DEFICIT ERETTIVO/COSA CAUSA L’IMPOTENZA?
La senilità porta inevitabilmente ad una alterazione dei meccanismi che inducono l’erezione, ma ci sono anche delle cause che peggiorano questo naturale processo fisiologico a prescindere dall’età dell’individuo.
Ad esempio tutte le patologie legate al nostro sistema cardiovascolare come ipertensione , disfunzioni venose o insufficienze renali ed epatiche o interventi chirurgici come prostatectomia o lesioni al midollo spinale portano inevitabilmente ad un DEFICIT ERETTIVO.
Anche le malattie dismetaboliche, come dislipidemie o diabete, determinanano l’insorgere del suddetto problema.
Va ricordato che le cattive abitudini alimentari, la sedentarietà ,lo stress,il fumo,l’alcool o l’abuso di droghe portano il soggetto all’impotenza.
LA componente psicologica ha un ruolo determinante nel paziente con deficit erettivo perché inevitabilmente gli causa un senso di insicurezza , ansia da prestazione , senso di colpa e depressione.
COME INTERVENIRE ? QUALI ESAMI DIAGNOSTICI FARE ?
Il paziente che giunge alla nostra osservazione con problemi di deficit erettivo dovrà seguire un iter diagnostico strumentale NON invasivo per arrivare a determinare le cause locali o sistemiche che hanno determinato l’impotenza.
Tali esami strumentali possono essere
-Ecodoppler penieno dinamico che associato a test farmacologico mediante un farmaco vasodilatatore studia il sistema arterioso del distretto pe ieno.
-Cavernosometria peniena dinamica che ci permette di stabilire l’integrità e la tenuta delle valvole venose nel distretto profondo e dorsale del pene.
-Ereziometria notturna mediante Rigiscan che evidenzia eventuali erezioni notturne e valuta il turgore e la rigidità del pene.
-Ecocolordoppler dei testicoli per riscontrare la presenza di varicocele e dilatazione delle vene dello scroto.
-Potenziali sacrali evocati per valutare l’integrità delle vie nervose deputate alla conduzione degli stimoli durante l’erezione.
-Scl test costituito da 90 domande alle quali il paziente è invitato a rispondere per escludere una eventuale impotenza su base psicogena.
Si concludono le indagini strumentali con degli esami di laboratorio, se necessario, per approfondire malattie dismetaboliche e ormonali.
In alcuni casi è utile, per chiudere il quadro anamnestico, l’esame dello sperma ed una spermio coltura per valutare la fertilità del soggetto e la presenza di microrganismi patogeni nel liquido seminale.
COME CURARE IL DEFICIT ERETTIVO?
Ci sono molti farmaci usati per l’impotenza, ma hanno parecchi effetti collaterali.
Alcuni svolgono la loro azione sulla muscolatura liscia dei corpi cavernosi permettendo al pene di favorire l’erezione.
Altri provocano una vasodilatazione, quindi un maggiore afflusso sanguigno in vari distretti corporei compreso il pene. Questa categoria di farmaci possono dare mal di testa, arrossamento del volto, vampate di calore e alterazioni pressorie. Sono molto rischiosi per pazienti affetti da patologie cardiache o sindromi ipertensive.
Esistono molecole che agiscono a livello del sistema nervoso centrale ma anche queste, essendo farmaci sistemici, arrecano danni se usate costantemente.
Le PROSTAGLANDINE sono ad oggi gli unici farmaci che si possono usare a scopo terapeutico, vale a dire che il paziente non le deve assumere solo al momento del rapporto sessuale, ma può continuare a lunga scadenza con questa terapia.
Vengono iniettate direttamente nei corpi cavernosi provocando una vasodilatazione solo ed esclusivamente in tale distretto, senza andare in circolo e dare effetti indesiderati a livello sistemico. L’erezione è spontanea entro 15 minuti e può mantenersi anche alcune ore .Le prostaglandine sono degli eccellenti farmaci , ma sempre il paziente deve essere attentamente istruito sulle modalità di iniezione e personalizzazione del dosaggio al fine di garantire una erezione efficace con il minimo quantitativo onde evitare dosaggi eccessivi ed eventuale priapismo o erezioni troppo prolungate.
Oltre alla terapia farmacologica esistono dei presidi meccanici che inducono l’erezione inserendo il pene flaccido in un cilindro, si aziona una pompa che crea un vuoto e richiama un maggiore flusso di sangue al pene. Ottenuta l’erezione viene fatto scivolare dalla base del cilindro un anello in lattice che mantiene la rigidità durante la penetrazione.
Inoltre anche in natura esistono piante come la muira puama atte a migliorare l’irrorazione sanguigna a livello dei genitali : la muira puama, associata all’arginina–base e al selenio, hanno un buon effetto vasodilatatorio.
Inoltre abitudini di vita e condotta alimentare hanno una importanza enorme.
In caso di deficit erettivo è opportuno evitare fumo, caffeina, obesità e condurre una vita regolata oltre ad una sana attività fisica.
SE LA TERAPIA FARMACOLOGICA NON E’ SUFFICIENTE?
Quando il paziente non risponde in modo soddisfacente alla terapia medica è necessario ricorrere a quella chirurgica.
Terapia protesica
Qualche tempo fa l'unico rimedio era la chirurgia con l'inserimento di una protesi, che è un dispositivo meccanico, all'interno del pene. Tra le più utilizzate ci sono quelle di tipo idraulico costituite da due cilindri che vengono posizionati nei corpi cavernosi, una pompa, applicata nello scroto e un serbatoio di liquido vicino alla vescica. Premendo sulla pompa si fa affluire il liquido dal serbatoio nei cilindri i quali gonfiandosi inducono l'erezione; al termine del rapporto, azionando una valvolina sulla pompa, il liquido ritorna nel serbatoio e il pene riassume la posizione di riposo.
Terapia chirurgica arteriosa
In alternativa, quando è possibile, la chirurgia vascolare può ripristinare il flusso di sangue al pene. Questo può avvenire mediante delle disostruzioni o dei by-pass.
Terapia chirurgica venosa
Si occupa soprattutto del mantenimento dell'erezione. Le valvole venose si chiudono favorendo, assieme ad altri meccanismi contentivi, la durata del rapporto. La chirurgia può rivolgersi o alle vene profonde o alla vena dorsale profonda a seconda del distretto colpito da insufficienza venosa. La riduzione del deflusso venoso è fondamentale per migliorare la durata dell'erezione.
PSICOTERAPIA
L' impotenza può compromettere le relazioni coniugali o sessuali. Anche le erezioni masturbatorie possono venire a mancare, ma ciò è raro in quanto richiede un minor impegno ed una minore implicazione psico-fisica rispetto ad un rapporto vero e proprio.
Le difficoltà di erezione, nell'impotenza psicogena, sono spesso associate ad ansia, timore di fallimento, preoccupazioni sulla prestazione sessuale. Altri ancora hanno un'erezione sufficientemente valida per la penetrazione, ma perdono la tumescenza prima o durante le successive spinte nell'atto sessuale.
Tra i fattori psicogeni, rientrano principalmente le situazioni di ansia, la depressione e i problemi di coppia. L'ansia da prestazione può determinare un'inibizione dell'erezione spesso a seguito di uno o più precedenti episodi di fallimento.
Se dagli accertamenti diagnostici emerge una preponderante componente primitiva psicogena, si deve necessariamente prendere in considerazione una terapia sessuale individuale o di coppia.
In conclusione, il miglior programma terapeutico per la disfunzione erettile è quello che deriva da un inquadramento diagnostico completo fatto da uno specialista andrologo con un’attenta analisi del paziente, delle sue abitudini di vita, della sua relazione di coppia, del suo stato di salute generale e, di conseguenza, verrà attuato un appropriato iter diagnostico. La strategia terapeutica verrà intrapresa sulla base dei dati clinici, di laboratorio e strumentali ottenuti dopo una attenta valutazione comlessiva.